VerdArte

a Pasiano di Pordenone

2026

Comincia subito a fotografare e partecipa al Concorso fotografico emozionale:

Alla scoperta delle emozioni del territorio

di Pasiano di Pordenone

leggi il regolamento

Mila Marzotto, Fausto Maiorana, Alice Niego, Lucio Battistutta, Paola Gamba, Vanna Bianchin, Lara Bortolusso, Raffaella Camarotto, Edi Ciccarese, Giuseppe Dorsi, Alessandra Maria Ferri, Ivana Fraccaro, Elena Gaglioti, Silva Pellegrini, Manuela Poggioli, Sabina Romanin, Gabriella San tarossa, Silvio Vicenzi, Scuola sec.1a Pasiano, Scuola sec.1a San Vendemiano.


Ringraziamo Il Popolo per l'articolo pubblicato.

Da Il Gazzettino del 1/4/26

Da Il Messaggero Veneto  del 1/4/26

Da Il Gazzettino del 7/4/26

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Rassegna stampa

FOTO DEL FINISSAGGE fai clic per ingrandire

ARTISTI E OPERE

ALICE BIANCHIN NIEGO  - Alcova


Richiama la fragilità della vita che necessita di un ambiente protetto per crescere,

legandosi ai concetti di accoglienza e stabilità emotiva.

Evoca il rifugio perfetto un luogo, fisico o emotivo, dove ci si sente protetti, accolti e liberi di essere se stessi insieme a chi si ama.


LUCIO BATTISTUTTA  - Overdose d'amore


Bambù e acrilico rosso

"C'è bisogno d'amore sai, da tutto quanto il mondo" (Z.F. 1989)


VANNA BIANCHIN  - La semantica nei Gesti


Plastiche da imballaggio riciclate e colori acrilici.

"Nei Gesti delle mani vive un linguaggio silenzioso: difesa, richiesta, protezione.

Ma anche libertà, danza, creazione.

Così l'amore prende forma: talvolta nutre, abbraccia, talvolta ferisce."


RAFFAELLA CAMAROTTO  - Tunnel dell'amore


Materiale: ferro - Misure: variabili per un massimo di m.5/6 x m.1,5

I cerchi rappresentano il simbolo dell'infinito e dell'eternità dell'amore.

Percorrendo questo tunnel stretto che si amplia, creiamo un legame indissolubile,

tra sfide e difficoltà che si dissolvono in gioia e libertà.


EDI CICCARESE  - Pet


Misure: base diametro di circa 1.00 metro e altezza di circa 1.00 metro

Materiale: plastica riciclata, colore acrilico e gesso.

Può - Essere - Trasformato

L’Amore puo’ essere rappresentato con una forma potente:

il riciclo di materiale di scarto per evocare la sostenibilità.

DIPINGERE CONTENITORI DI PLASTICA E POSIZIONARLI SOVRAPPONENDOLIIN MODO CONCENTRICO…

LA STRUTTURA CHE SIN’ALZA E’ DIFFICILE DA RENDERLA STABILE – COSI’

L’AMORE.

Si può colorare ogni giorno della vita ma, se è come la plastica, considerata “non

amorevole:fredda”sarà destinata, con il passar del tempo…a cedere e a implodere. MA SE VUOI AMARE…

AMA IN TUTTI I MODI CON I COLORI CHE VENGONO DAI VERI SENTIMENTI AMA IN TUTTI I MODI CON I COLORI CHE VENGONO DAI VERI SENTIMENTI

CHE PARTONO DAL CUORE. CHE PARTONO DAL CUORE.


D’ORSI GIUSEPPE


Sinossi

Questa installazione fa parte del progetto Parole Impossibili, una ricerca sul significato delle parole che crediamo di conoscere.

Amore è forse la più evidente tra queste. Una parola breve, familiare, quotidiana. Eppure tra le più difficili da definire. Ognuno la riconosce, ma nessuno la vive nello stesso modo. In quest’opera la parola amore viene scomposta, ingrandita e resa instabile nello spazio.

Da alcuni punti di vista appare chiara, leggibile; da altri si frammenta, si deforma, quasi scompare. Come il suo significato, non è mai identico per tutti.

L’opera non offre una definizione di amore, mostra piuttosto la sua natura, una parola che cambia con lo sguardo di chi la attraversa.

Perché il significato delle parole non è mai unico o definitivo, esiste solo nel punto di vista di chi le osserva, le vive e le interpreta.

Il progetto Parole Impossibili trasforma questa condizione in esperienza visiva.


Descrizione

Parole impossibili nasce da una domanda solo apparentemente semplice: che cosa significa davvero una parola?

Per lungo tempo abbiamo vissuto dentro un sistema di termini che sembravano stabili, condivisi, quasi definitivi.

Parole come amore, umanità, fiducia, insieme ci apparivano come territori noti, concetti acquisiti, formule rassicuranti capaci di contenere un significato comune. Oggi non è più così. O forse, più onestamente, non lo è mai stato.Ogni parola importante è in realtà un campo aperto, una superficie instabile, un luogo di

attraversamento. Il suo significato non coincide con una definizione, ma con la somma irregolare delle esperienze, delle visioni, delle ferite, delle aspirazioni e dei punti di vista che ciascuno vi proietta. Le parole che pensavamo universali

si rivelano allora complesse, mobili, contraddittorie. Non si lasciano afferrare una volta per tutte.

Resistono. Si sottraggono. Chiedono di essere cercate.

Da questa consapevolezza nasce Parole Impossibili: un progetto che trasforma il

linguaggio in esperienza fisica e spaziale. Le parole vengono scomposte, ingrandite, frammentate, private della loro immediatezza. Non si offrono

più come messaggi chiari e frontali, ma come presenze da attraversare, immagini da interrogare, forme che cambiano in base alla posizione di chi guarda. Da alcuni punti di vista risultano leggibili; da altri si spezzano, si deformano, si invertono, si negano. A volte emergono con chiarezza, a volte restano parziali, a volte diventano quasi astratte. Come accade al loro significato.

L’opera non vuole quindi illustrare una parola, ma mettere in scena la sua difficoltà. Non vuole spiegare, ma mostrare quanto sia fragile l’idea stessa di significato univoco. La parola diventa corpo, soglia, costruzione instabile. Esiste, ma non nello stesso modo per tutti.

Amore è una delle parole di questo ciclo, non per la sua evidenza, ma per la sua

impossibilità. Poche parole sembrano così note e, allo stesso tempo, così inafferrabili.

Rendere Amore una parola scomposta e prospettica significa sottrarla alla banalità della formula e restituirla alla sua natura complessa.

Parole Impossibili afferma che il significato non è contenuto una volta per tutte nelle parole, ma nasce nell’incontro tra parola e coscienza, tra forma e sguardo.

La domanda allora non è più “che cosa vuol dire questa parola?”, ma “che cosa vuol dire per te questa parola?”.

A questa domanda l’opera non offre una risposta. Espone piuttosto una condizione:

le parole più importanti sono anche le più difficili da possedere.


MILA MARZOTTO - RAFFAELLA CAMAROTTO - EDI CICCARESE - VANNA BIANCHIN   -  Onde di luce


L’opera si muove appena sopra l’acqua, come onde di luce trasportate dal vento. I tessuti, dai colori solari e autunnali, evocano presenze marine leggere e fluttuanti: meduse, razze, sogni.

Alla sera, il sole restituisce la sua energia trasformandosi in bagliori discreti, accendendo il laghetto di poesia. Un incontro armonioso tra il visibile e l’invisibile, tra gesto artistico e paesaggio.


FRACCARO IVANA e FERRI ALESSANDRA MARIA  - Ti Solleverò


misure altezza 200 cm, larghezza cm 140, profondità cm 40.

materiali: legno, ferro, materiali e oggetti di recupero.


In questo frammento di terra, il giardino non germoglia foglie, ma connessioni. La vegetazione si fa corda e lo spazio verde si trasforma in un intreccio di spaghi annodati: fili invisibili che uniscono famiglie, comunità e destini in un’unica, complessa coreografia di relazioni.

Un arco si erge a custode, in un abbraccio che sostiene e protegge il cuore.

Il "giardino dei legami" vede la vegetazione cedere il passo a una trama di spaghi e corde annodate, metafora di famiglie, comunità e connessioni umane.

Un intreccio di corde solleva e guida due mani differenti, come le molteplici forme

dell'Amore.

L’elemento centrale, il cuore, viene sollevato e protetto dalle due mani, evocando una metafora dell’amore e sottraendolo alle spine che potrebbero ferirlo; ciò suggerisce che l'atto di amare è una scelta consapevole che include fatica. È un gesto di cura, una promessa di riparo, ma anche una condizione esposta alla vulnerabilità.

Sotto si estende una rete che accoglie elementi in grado di ferire e che richiama dolori e sofferenze presenti in ogni legame. L’amore non è solo gioia, ma anche fatica, perdita e costanza, come la terra che dà frutto solo attraversando il dolore delle stagioni.

Ogni legame profondo porta con sé ostacoli e momenti di difficoltà che fanno parte della crescita. Amare richiede sacrificio, cura e una dedizione tale da

accettare anche il dolore.

È un gesto di custodia che evoca la promessa di protezione, pur accettando l'intrinseca vulnerabilità di ogni sentimento profondo.

È un amore che cresce nel tempo e trova forza nelle proprie ferite.

Esposta agli elementi, l'installazione è destinata a cambiare, lasciandosi "abitare" dalla natura stessa. Come il processo creativo e il sentimento umano,l'opera evolve nel tempo, trasformando l'esposizione alle intemperie in un nuovo capitolo di crescita e consapevolezza.

«Considerando che l'opera si modificherà nel tempo,pensate che gli elementi che

possono ferire potrebbero essere sostituiti da nuova vegetazione spontanea,o l'idea è che rimangano come monito costante della natura vulnerabile dell'amore?


ELENA GAGLIOTI  - Mani


materiale : gesso e cemento  - misure: varie

L’opera si presenta come una sequenza di mani modellate in gesso e cemento: frammenti umani sospesi tra forza e fragilità. Ogni mano sembra raccontare una tensione interiore — il desiderio di custodire la natura, di intessere relazioni con il mondo animale — e, al tempo stesso, includendo il rischio di contaminare ciò che si tenta di proteggere.

Alcune mani appaiono integre, aperte, rispettose: gesti d’offerta rivolti al mondo. Altre, invece, si sgretolano, segnate dal peso delle forzature e dalla volontà di possedere ciò che dovrebbe restare libero e autonomo rispetto alla nostra presenza.

L’insieme si configura come un racconto breve e instabile sulla relazione tra uomo e

natura, in cui il gesto di cura può, talvolta, trasformarsi in atto di sopraffazione.


PAOLA GAMBA  - La forma dell'acqua


Strati di colore si sovrappongono, si espandono e si dissolvono creando spazi immaginati che ricordano un universo in continuo mutamento, dove le forme evocano piante, acqua, esseri in continuo mutamento.


Istituto Comprensivo Pasiano - Chions - Pravisdomini (secondaria di primo grado) Plesso di Pasiano di Pordenone

(le classi 2^A, 2^B, 2^C hanno collaborato alla realizzazione dell’opera).Progetto by Marzotto

L’amore come opera d’arte


L’opera rappresenta l’amore come energia generativa, che nasce nel cuore, si espande nelle relazioni e si manifesta nella comunità e nel rapporto con la natura.

Le canne di bambù, elemento naturale e flessibile, costruiscono una struttura di

connessione che simboleggia la crescita condivisa.

I tre cerchi concentrici - rosso, rosa e bianco - raccontano il passaggio dall’amore individuale alla dimensione collettiva e universale.

La struttura è composta da tre cerchi concentrici, simbolo di espansione e inclusione:

- ROSSO: l’energia vitale e il cuore dell’amore

- ROSA: l’empatia e le relazioni tra le persone

- BIANCO: l’armonia universale tra umanità, arte e natura.

L’opera invita il pubblico a entrare simbolicamente in questo spazio e a riflettere su come l’amore, in tutte le sue forme, possa diventare un gesto creativo capace di trasformare la realtà.


FAUSTO VITTORIO GIULIANO MAIORANA  - Axis Mundi


L'installazione, è una suggestiva struttura lignea a forma di simil-sfera, una sorta di gabbia ancestrale che racchiude il segreto dell'equilibrio universale. Al suo interno, due figure antropiche stilizzate, battezzate Polare e Croce, rappresentano l'archetipo del maschile e del femminile.

Le sculture non sono semplici figure, ma bussole viventi: attraverso la tensione dei loro arti e la direzione dei loro sguardi, i due corpi indicano con precisione i quattro punti cardinali. Polare incarna la verticalità e il legame con il cielo, mentre Croce simboleggia l'estensione orizzontale degli oceani. Il legno, di recupero ancora vivo e vibrante, sottolinea la connessione profonda tra l'umanità e i ritmi della natura. Insieme, all'interno della protezione sferica, le figure trasformano lo spazio in un crocevia cosmico dove maschile e femminile smettono di essere opposti per diventare le coordinate necessarie a orientarsi nel caos del mondo contemporaneo.


MILA MARZOTTO  - Cuore vivo

Installazione site-specific in tessuto e legno

C'è qualcosa di radicalmente onesto in un cuore che si mostra senza pudore — non il cuore delle cartoline, ma un cuore vero: muscolare, percorso da vene e arterie come radici che affiorano dalla terra.

'Cuore Vivo' sceglie questa onestà come gesto poetico.

L'opera abita lo spazio con la stessa discrezione di un organo nel corpo: necessaria,silenziosa, instancabile, che pulsa anche quando non lo si ascolta.

Nel contesto di VerdArte, dove la natura è interlocutrice e non semplice sfondo,

"Cuore Vivo" parla la stessa lingua delle radici e del sangue. Il tessuto — cucito

pazientemente — suggerisce che amare significa anche dare forma e visibilità a ciò che normalmente si tiene nascosto.


SILVA PELLEGRINI  - La natura ti ama, ma tu la ami?

materiale:ceramica  - misure varie


Bocche in ceramica, sospese come frutti fragili, oscillano lentamente con il vento.

Il bacio, gesto intimo e umano, diventa qui un’offerta silenziosa della natura verso chi attraversa lo spazio. L’opera non chiede contatto, ma attenzione: mette in sospensioneuna domanda semplice e scomoda sul nostro rapporto affettivo con l’ambiente che ci ospita.


MANUELA POGGIOLI  - Natura silenziosa


IN AMORE

IN ARMONIA

IN EQUILIBRIO

“In ogni passeggiata nella natura l’uomo riceve molto di più di ciò che cerca”

John Muir Naturalista, poeta, e ambientalista americano (1838-1914)


SABINA ROMANIN  - Due ruote, un albero e l’Amore.


Il titolo della mia opera sembra richiamare l’inizio di una favola per bambini, in realtà si tratta di una metafora dell’Amore, in cui la dinamicità della vita in comune di due persone, rappresentata dalle ruote di una bicicletta, è sostenuta dalla staticità di una pianta con solide radici ancorate al suolo ovvero ai valori della vita presenti sui rami dell’albero.

Le due ruote, ricoperte da pezzi di stoffa come scampoli di umanità e intrecciate da fili bianchi come corde dell’anima che delineano le geometrie della vita, danno il senso compiuto del viaggio da affrontare nel corso della vita, superando le sfide, gli imprevisti e le difficoltà di ogni giorno, muovendosi in modo sincrono e condiviso verso una meta comune.

Ma l’amore che unisce le due persone rischia di soffocare senza il sostegno dell’albero ovvero della stabilità emotiva e affettiva che trae alimento dalle sane radici della pianta.

Infine dai rami scendono dei listelli di stoffa con i principali valori legati all’amore.


ISTITUTO COMPRENSIVO DI SAN VENDEMIANO

( Hanno collaborato alla realizzazione dell’opera le classi 3' - Scuola Secondaria ).Progetto by Marzotto

Creature in volo


Tre creature fantastiche emergono dal prato del Municipio, sospese nell'attimo magico che precede il volo. Dotate di ali, questi esseri ibridi tentano di liberarsi dalla terra attraverso un ingegnoso meccanismo che dona vita al loro sogno di ascesa: grazie allo studio dei Prof. Bellotto e Todde un ricercato sistema motorizzato anima le ali in un movimento planato, trasformando la scultura in una danza perpetua tra peso e leggerezza, tra suolo e firmamento.

L'installazione invita a riflettere sul desiderio universale di superare i propri limiti, sul coraggio di spiccare il volo e sulla bellezza della trasformazione. Le creature, realizzatedegli studenti, rappresentano la creatività giovanile che prende forma e si eleva, proprio come le ali che battono incessanti sul prato comunale.


GABRIELLA SANTAROSSA  - Nidi


Materiale: ferro ed i tralci di vite (vitis vinifera L.).

La tecnica utilizzata è quella classica dell’intreccio per cesteria.

Dimensione complessiva cm150x150x150

E’ una installazione ideata per essere posizionata en plein air, composta da tre nidi

realizzati in diverse dimensioni, forme, proporzioni ed elementi base di forma concava, archetipo del concetto di contenere, accogliere, custodire, accovacciarsi.

L’ispirazione nasce dall’osservazione del nostro paesaggio fluviale che presenta diversi livelli di antropizzazione. Ambienti in cui gli uccelli, dove possibile, nidificano.


SILVIO VICENZI   - L’Urlo


materiale: Laserjet su forex, legno - misure: cm 50x200


Gli ultimi report tracciano un quadro allarmante sulla perdita di natura in atto nel nostro Pianeta: l’estinzione delle specie corre infatti a ritmi sempre più veloci. Circa 1 milione di specie animali e vegetali, come non si era mai verificato nella storia dell’umanità, rischiano l’estinzione. “L’estinzione genera estinzione”. La perdita di una specie causa un effetto “domino”, che favorisce l’estinzione di altre che da essa dipendono. L’umanità stessa si affida alla biodiversità per la salute e il benessere.


“L’urlo non nasce dalla natura, ma dall’anima dell’uomo che la osserva. La natura non grida, è lo sguardo umano a trasformarla in uno specchio del proprio tormento.” (E.Munch)





LARA BORTOLUSSO - Pianoforte

materiali: fogli di plastica adesivi, fili metallici e plastici, carta, legno e vetro.

L’intervento trae spunto dalla giovanile abitudine d’incidere il proprio nome sulla corteccia di un albero, gesto spesso associato alla volontà di lasciare un segno indelebile a celebrazione di un’unione affettiva o di una presenza.

In Pianoforte invece, dell’atto - di per sé dannoso, perché si risolve in una cicatrice – viene mantenuta la sola traccia poetica: il cuore è un corpo esterno che non ferisce la corteccia e la frase “incisa” allude alla “voce” dell’albero, a quella vibrazione musicale che pervade il mondo vegetale e che si comunica all’uomo in partiture d’armonia, frequenze di longevità e brani di memorie collettive.

Ma l’albero non traduce solo i segreti del bosco e il pulsare sotterraneo della natura: si fa interprete anche del paesaggio culturale. Se le note musicali diventano elementi visibili degli accordi vitali del regno vegetale, le gemme di vetro che fruttificano dai rami sono un omaggio all’opera di Gianantonio Guardi, uno dei più felici pennelli del Settecento, dalla cui tavolozza iridescente è scaturita la pala d’altare conservata presso la chiesa di San Paolo Apostolo in Pasiano di Pordenone.